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Piero De Macchi si avvicina al mondo dell’incisione calcografica dopo aver frequentato alcuni stages dedicati, e dopo un soggiorno a Urbino, dove si reca per un corso estivo. Qui ha la fortuna di trovare un ambiente fertile e positivo, che lo sollecita ad approfondire le varie tecniche. In seguito si attrezza con due torchi da stampa per poter realizzare “in proprio” le sue opere e per poter sperimentare in piena libertà, così come a lui piaceva fare. Realizza così molte incisioni e stampe di vario genere e formati. Il suo personalissimo percorso di studio e ricerca espressiva lo ha portato a sviluppare un progetto sistematico a colori, ispirato ai testi di Italo Calvino “Le città invisibili”. In questa particolare serie, che presenta opere anche in grande formato, ha utilizzato - in parte modificandola con soluzioni personali - una tecnica nata sul finire del XV° secolo e conosciuta dagli incisori come "inchiostratura à la poupée" . Tra i suoi soggetti preferiti l’architettura e il mondo naturale.